Avete mai sentito parlare delle “strade musicali”? Si tratta di particolari nastri di asfalto che utilizzano l’automobile (o per meglio dire i suoi pneumatici) come veri e propri pick-up in grado di riprodurre musica.
Il principio è in realtà tanto semplice quanto ingegnoso: si tratta di incidere dei solchi sull’asfalto, opportunamente distanziati in modo che, passandoci sopra a una determinata velocità, si produca della musica. L’idea, come spesso accade, è nata per caso quando Shizuo Shinoda, l’uomo che ha “inventato” il sistema, ha notato i suoni prodotti dalla sua auto passando sopra dei solchi creati accidentalmente sulla strada da una ruspa.
A tutt’oggi in Giappone esistono già tre “musical roads”, tutte create dall’Hokkaido Industrial Research Institute, e ognuna di queste “suona” trenta secondi di un brano pop giapponese.
In realtà l’idea non è proprio nuovissima: in Francia una simile strada esiste dal 2000, e a quanto pare non ha riscosso nemmeno molto successo. L’idea è comunque intrigante, e non vi nascondiamo che ci piacerebbe, almeno una volta, provarne l’effetto!
Se volete avere un’idea di come “suoni” il tutto, il solito YouTube fornisce come sempre la risposta!
Quando si tratta di rendere un oggetto il più possibile compatto e trasportabile, il Giappone è sempre al primo posto. Non stupisce quindi che la prima toilette portatile al mondo sia stata inventata nel paese del Sol Levante.
In effetti, si tratta del classico uovo di Colombo: niente di rivoluzionario, ma nessuno ci aveva ancora pensato. Durante l’edizione 2007 del Tokyo Motor Show, tuttora in corso, la Kaneko Sangyo Co. ha infatti presentato il “Kurumarukun“, una toilette portatile usa e getta che l’azienda stessa ha definito “il primo modello di questo tipo abbastanza piccolo da poter essere utilizzato in auto“. Il “dispositivo” è fatto di cartone, rivestito internamente di uno strato assorbente e opportunamente dotato di sacchetto di plastica per lo smaltimento. Prima dell’assemblaggio (va infatti montato - se ci passate il gioco di parole - al momento del bisogno), il kurumarukun misura 60×38 centimetri ed è spesso appena 2,5 centimetri. In dotazione viene fornita anche una tendina per mettersi al riparo da sguardi indiscreti.
Il Kurumarukun verrà commercializzato a partire dal 15 novembre, inizialmente solo in terra nipponica, a un prezzo previsto di 4.725 yen (circa 29 euro).
Nei prossimi due mesi, uno stormo di circa trentamila paperelle di gomma dovrebbe approdare sulle coste della Gran Bretagna. Questo almeno è quanto afferma Curtis Ebbesmeyer, un oceanografo in pensione che ormai da anni segue i movimenti dei gommosi palmipedi.
Le paperelle facevano parte di un carico di animaletti di gomma per bambini, che erano stati prodotti a Honk Kong e spediti alla “Friendly Floatees”, azienda specializzata in prodotti per bambini. Durante il viaggio, alcuni container finirono però in mare, liberando la colorata massa di bestioline in mare aperto. Da ben quindici anni (era infatti il 1992) le paperelle vagano nell’oceano, trascinate dalle correnti, e nel frattempo sono diventate un autentico oggetto di culto. Nel 2003 la Friendly Floatees arrivò addirittura a offrire una “taglia” di cento dollari a chiunque ritrovasse una di queste paperelle sulle coste del New England, del Canada o dell’Islanda.
Fra pochi giorni, gli intrepidi pennuti dovrebbero raggiungere le rive di Albione, per poi proseguire la loro esplorazione del mondo. Occhi aperti, quindi: considerato che le bestiole non sono biodegradabili, il loro peregrinare durerà ancora decenni, e chissà che non capiti anche a voi di incrociare il loro cammino…
Ormai i telefonini fanno di tutto, al punto che sono sempre meno telefoni e sempre più gadget multiuso, ma un utilizzo ancora più originale del solito lo ha concepito un hacker dell’hardware che si fa chiamare Pyrofer, grazie alla sua stravagante idea di trasformare un Nokia 6230i in un mouse senza fili. Il telefono così ‘hackerato’ pare sfrutti la fotocamera posta sul retro come sensore ottico per far muovere il puntatore sullo schermo e la ricezione Bluetooth per comunicare con il computer. A noi puzza un po’ di bufala, visto che il tipo esordisce sul suo blog dicendo che mai e poi mai pubblicherà il relativo software, scritto in Java. Il motivo del rifiuto sembra essere legato all’estrema difficoltà di programmazione del celluare… anche se poi si leggono, sullo stesso sito, le caratteristiche del redivivo 6230i che lo rendono in tutto e per tutto simile a un normale mouse senza fili. Il video che abbiamo pescato dal ’solito’ YouTube non ci convince più di tanto, visto che monitor e mouse/telefono non vengono inquadrati allo stesso tempo, e sappiamo quanto è facile muovere un VERO mouse Bluetooth fuori dalla portata di occhi indiscreti…
L’ombrello è una comoda invenzione: serve (come tutti sapete) per proteggersi dalla pioggia ma anche dai raggi del sole troppo intenso, soprattutto nei paesi più caldi. Ma che succede se decidiamo di aggiungere delle caratteristiche hitech a questo comunissimo oggetto quotidiano? Se lo sarà chiesto il geniale nipponico della foto, che ha ben pensato di dotare il suo ombrello di qualche gadget in più. Ebbene, “l’argavagno” (non abbiamo trovato un nome più appropriato) è dotato di GPS integrato, di una connessione ad Internet via satellite, di un proiettore e, dulcis in fundo, della possibilità di sincronizzare immagini col noto servizio di Flickr. Il telo dell’ombrello viene utilizzato come schermo per mostrare le immagini dopo averle caricate, oppure per visualizzare una mappa stradale tramite Google Map e indicare la posizione del proprietario sulla cartina. A questo punto, per acquistarne uno aspettiamo pure che faccia anche il caffè! Oltre alla foto suggestiva che vedete qui, vi rimandiamo al filmato dimostrativo su YouTube.
Le tante polemiche che hanno reso famosi i lucchetti di Ponte Milvio hanno dato vita ad un progetto realizzato da alcuni ragazzi romani: un ponte virtuale, un lampione virtuale (quello vero è caduto nel biondo Tevere per il troppo peso) e, ebbene sì, lucchetti dell’amore altrettanto virtuali. La moda del giurarsi amore eterno approda quindi su Internet e sembra intenzionata a lasciare il segno. Una tradizione che sembra aver fatto il giro del mondo, arrivando fino in Cina, e se qualcuno sta pensando che i cinesi ci hanno copiato proprio tutto, si sbaglia di grosso a giudicare da quanto si legge in questo articolo della Stampa.it.
L’ultima ‘pazza’ idea del Web 2.0, quindi, è lucchettidipontemilvio.com: il sito riproduce una veduta del ponte, quella rivolta verso il famoso lampione incatenato, e sullo sfondo il bianco viadotto di Corso di Francia, il ponte di ispirazione mussoliniana.
Aspirate a conquistare un posto nel Guinness dei primati, ma non sapete come fare? Niente paura, vi dà una mano Google Maps! Le informazioni che vi servono per tentare di fare la storia dei record le potete reperire seguendo la procedura illustrata in dettaglio nel prosieguo dell’articolo.
Per l’ennesima volta la fantasia precorre la realtà: la kryptonite, il minerale radioattivo proveniente dallo spazio in grado di neutralizzare i poteri di Superman, a quanto pare esiste davvero! Un’equipe di ricercatori del Museo di storia naturale di Londra, infatti, ha scoperto in una miniera in Serbia un minerale la cui composizione chimica coincide quasi perfettamente con quella della pericolosa roccia verde, letale per Clark Kent.
Le rappresentanti del gentil sesso hanno un grosso problema: a differenza dei maschi sono costrette a sedersi anche per la semplice minzione, ma quando il water da utilizzare è di quelli pubblici o comunque utilizzato da qualche maschio igienicamente poco educato devono ricorrere ad acrobazie degne del grande Houdini oppure rinunciare e trattenersi, con le fastidiose conseguenze che ciò comporta.
In genere si tende ad assegnare premi alle invenzioni tecnologiche e scientifiche degne di rilievo per la loro utilità, ma non avremmo mai pensato che un giorno venisse premiato un… calzaprofilattico!
Ebbene sì, è quanto accaduto alla conferenza Design Indaba di Cape Town, dove fra quindici finalisti è stato riconosciuto come vincitore l’oggetto inventato da Willem van Rensburg e dal designer industriale Roelf Mulder della sudafricana XYZ Design. L’originale ’strumento’ era stato già segnalato nel corso della mostra newyorkese SAFE due anni fa ed era entrato a far parte di una collezione permanente dello stesso; ora diventerà un prodotto commerciale e sarà distribuito dall’azienda Pronto.